CINQUE SMENTITE ALLA CAMUSSO

CINQUE SMENTITE ALLA CAMUSSO

 

La Segretaria Generale della CGIL ha inviato a tutti gli iscritti CGIL una lettera per sostenere il suo documento congressuale e la firma del 10 gennaio. Qui cinque punti su cui la smentiamo.

 1. Camusso: abbiamo definito regole di rappresentanza e democrazia «per affermare il sacrosanto diritto dei lavoratori di scegliere il proprio sindacato, di votare gli accordi, di aprire una nuova fase di contrattazione».

Al contrario con il Testo Unico i lavoratori non sono liberi, nello scegliere un sindacato diverso da firmatario, di determinare la composizione dell’agente sindacale in sede di contrattazione nazionale in quanto è imposto un duplice vincolo al sindacato non firmatario che è quello, per poter partecipare alle elezioni delle RSU, di accettare la parte del Testo Unico che prevede limitazioni al conflitto e sanzioni per le rappresentanze sindacali e quello dell’esclusione dal poter essere “pesati” ai fini della determinazione della capacità rappresentativa e della possibilità di partecipare al tavolo negoziale del contratto nazionale!
2. Camusso: «Si è dato un supporto alla contrattazione escludendo che possano essere colpiti lavoratrici e lavoratori o il diritto di sciopero».
Al contrario dal momento che il Testo Unico prevede che in caso di inadempienza contrattuale possano essere colpite le «rappresentanze sindacali in azienda» e che queste sono prive di personalità giuridica, rispondono dell’inadempienza le persone che ricoprono l’incarico di rappresentanze sindacali, con buona pace del divieto di sanzionare i lavoratori e le lavoratrici e quindi con la possibilità di sanzionare i lavoratori e le lavoratrici sindacalmente più esposti!

3.  Camusso : «oggi c’é chi dice che la Cgil sia sempre stata contraria all’arbitrato. Non è così. Nel tempo abbiamo sperimentato e attuato commissioni con funzioni arbitrali, quello che abbiamo sempre respinto è un’idea arbitrale che non si fondi su leggi e contratti».

Al contrario il sistema di nomina degli arbitri fa sì che chi decide non sia precostituito, e quindi non garantisca l’imparzialità e la terzietà del giudicante, ma anzi di fatto riconosce alla Confindustria un ruolo preponderante che contrasta anche con la regola basilare dell’arbitrato per cui ogni parte nomina un arbitro. Nel caso ad esempio vi sia una controversia tra un sindacato e tutti gli altri, secondo le regole dell’arbitrato la nomina di un arbitro dovrebbe essere posta in capo ad una parte e tutte le altre parti – sostenendo la stessa posizione – dovrebbero nominarne solo un altro ed il terzo dovrebbe essere scelto di comune accordo o attraverso meccanismi che garantiscano l’imparzialità.

Nell’arbitrato spurio e anomalo previsto dal Testo Unico invece all’arbitro imparziale non è riconosciuto il potere di decidere in quanto la composizione è totalmente abnorme rispetto alla regola fondamentale normalmente posta per garantire la terzietà del giudizio.

4. Camusso: «Il sindacato esiste se, oltre alla presenza, può contrattare, può fare il suo “mestiere”».

Al contrario  la Cgil si è storicamente caratterizzata per aver improntato la propria azione all’organizzazione dei lavoratori al fine dell’emancipazione degli stessi e del miglioramento delle loro condizioni nella società. E’ propria invece di altre organizzazioni, come la Cisl, l’idea che il ruolo del sindacato sia semplicemente quello di  firmare accordi. Con questo giudizio la FIOM non sarebbe un sindacato. Al contrario viene meno così proprio la classica differenziazione tra Cisl e Cgil: la prima rappresenta solo gli iscritti, mentre la Cgil rappresenta gli interessi di tutti i lavoratori e proprio per questo ha sempre ritenuto di legare l’attività contrattuale alla rivendicazione di politiche legislative e sociali migliorative delle condizioni dei lavoratori. Una volta che si sterilizza l’attività sindacale si apre la strada ad una contrattazione peggiorativa delle condizioni dei lavoratori, con ciò tradendo la funzione ultima dell’esistenza di un sindacato dei lavoratori.

5 Camusso: la consultazione degli iscritti è già stata fatta sul  28 giugno 2011 e poi al congresso si vota.

Al contrario il congresso non è la sede per una consultazione specifica. E usarlo per questo altera profondamente congresso e consultazione. È poi inaccettabile la tesi per cui si è già votato una volta. A parte che allora ci si è  ben guardati dal solo accennare alle sanzioni, il principio è assurdo. Basta votare una sola volta poi tutti gli altri accordi sono approvati per mandato estensivo? Certo  che no.

da www.rete28aprile.it