COVID-19…PEGGIO DI ASSAD, PUTIN, KHAMENEI!

Peccati di vecchiaia (1)

di Farouk Mardam Bey

Tra le numerose colpe del coronavirus, ce n’è una che, a titolo personale, me l’ha fatto odiare più di Bashar el-Assad, Vladimir Putin e l’ayatollah Khamenei messi insieme: quello di avermi ricordato con cattiveria la mia età. A forza di sentir dire che ha una predilezione per gli ultra-settantacinquenni, dato che faccio parte del 9,3% dei francesi che hanno superato questa fatidica soglia, ho finito per sentirmi vecchio e, cosa più preoccupante, per comportarmi di conseguenza.

Nessun confinamento è stato più stretto del mio, nessuno più di me ha preso sul serio lo storico discorso di Emmanuel Macron nel quale per sei volte di seguito ha dichiarato guerra all’invasore. Io, d’altronde, mi ero preparato alla battaglia ben prima di quel 16 marzo smettendo di fumare e poi barricandomi in casa con una scorta di vitamina C. E per qualunque evenienza, anche il famoso liposomale, di cui per caso ho saputo, navigando su Google, che aveva il potere miracoloso di rafforzare le mie difese immunitarie. La paura della morte rende creduloni i vecchi più scettici.

Preoccupato di non morire idiota, avevo deciso di approfittare del mio isolamento, che prevedevo dovesse durare due mesi, per leggere con attenzione L’Etica di Spinoza. Erano anni che rinviavo questo difficilissimo esercizio intellettuale.

Ma come potevo concentrarmi sulle complicate dimostrazioni geometriche del grande uomo mentre ero comunque molto curioso di sapere ciò che avveniva al di là delle mura del mio appartamento? La televisione, come gli altri mezzi di comunicazione, si sforzavano di disperarmi, non solo della filosofia, ma anche della scienza – e della politica.

Evidentemente ero orripilato dalle cifre sgranate ogni sera, dalla più alta autorità sanitaria del Paese, sul numero sempre crescente di contagiati e trapassati. Soprattutto tenendo conto che questa stessa autorità teneva a precisare che i vecchi come me ne costituivano la grande maggioranza.

Ero deluso dalle controversie tra i medici più noti a proposito della pozione magica del professor Raoult (2) o, più seriamente, dei pericoli che incomberanno su tutta la popolazione, in particolare sulla terza età, quando arriverà la fine del confinamento.

Ero anche indignato, devo dirlo, dalle menzogne e gli errori del governo nell’esasperante faccenda delle mascherine, ma altrettanto dall’ipocrisia delle opposizioni “repubblicana” e socialista. La mia età avanzata mi permette di vedere con esattezza le loro schiaccianti responsabilità, quando sono state al potere, nel progressivo deterioramento del sistema sanitario francese, un tempo uno dei migliori.

E per danneggiare ancora di più i miei nervi, Facebook mi inondava ogni giorno di teorie complottistiche il cui aspetto ridicolo non attenua in nessun modo la terribile velenosità. Tra queste la più popolare cercava di convincermi che il COVID 19 è stato fabbricato in laboratorio, da qualche parte in Occidente, sotto la guida dei padroni del mondo, i Rothschild, per raggiungere due obiettivi: il primo, destabilizzare la Cina e il secondo, sbarazzarsi dei vecchi, diventati troppo ingombranti. Così si sarebbe completamente colmato il deficit delle assicurazioni pensionistiche!

La lettura di Spinoza che non ho fatto mi avrebbe probabilmente aiutato, così come hanno sostenuto i miei amici spinoziani, a liberarmi dalle mie paure – o mi avrebbe spinto a sforzarmi di liberarmene.

Ossessionato dal cattivo virus, non smettevo, al contrario, di essere giù di morale. Mi sorprendo d’altronde anche oggi, sei settimane dopo la mia reclusione domiciliare, a elaborare scenari futuristici tutti lugubri e che contraddicono la mia inossidabile fede nei domani felici.

Nessuno di questi prevede, una volta domata la pandemia, una presa di coscienza universale dei mali di cui soffre l’umanità e con essa il pianeta Terra. Vedremo mobilitarsi per riprodurli le potenze politiche e finanziarie che li hanno generati perché da questi ne dipende l’egemonia, perfino la sopravvivenza.

In mancanza di un improbabile intervento divino, il mondo di conseguenza sarà più spaventoso di quello che era prima dell’invasione del coronavirus, che non è riuscito a prevenire né a contenere. Accadrà che coloro che sono svantaggiati sopporteranno il peso della recessione economica.

Darà anche nuova linfa ai regimi dispotici e autoritari, metterà le ali agli apprendisti dittatori, acuirà lo sciovinismo e gli appetiti di dominio.

E tutto questo nell’ipotesi assai ottimistica di una fine prossima dell’incubo sanitario. Ma cosa accadrà se il virus dovesse rimanere qualche mese o qualche anno in più, se dovesse mutare come questa brutta razza ha l’abitudine di fare, se i farmaci o il vaccino in corso di sperimentazione si rivelassero inefficaci?

Sono convinto che molti romanzieri nel mondo ci pensano e promettono già ai loro editori appassionanti distopie, ma dubito che il virus, dovesse ancora colpire, darebbe loro il tempo di scrivere qualcosa.

A volte mi dico che sbaglio a preoccuparmi tutto il tempo dell’avvenire dell’umanità. Il mio è più che sufficiente per le mie pene. Dopo tutto, cosa accadrebbe di così grave se il genere umano sparisse?

Chateaubriand ha risposto con il suo miglior stile a questa domanda evocando nelle sue Memorie dall’oltretomba i disastri dell’epidemia di colera a Parigi nel 1832:

Spopolata, la terra, continuerebbe il suo cammino solitario, senza aver bisogno d’altro astronomo per contare i suoi passi di quello che li a contati per tutta l’eternità; non mostrerebbe alcun cambiamento agli abitanti degli altri pianeti; la vedrebbero compiere le sue funzioni abituali; sulla sua superficie, i nostri piccoli lavori, le nostre città, i nostri monumenti sarebbero sostituiti da foreste restituite al regno dei leoni; l’universo non verrebbe a soffrire di nessun vuoto. E tuttavia ci sarebbe in meno questa intelligenza che conosce gli astri si eleva fino alla conoscenza del loro creatore. Chi siete voi dunque, oh immensità delle opere di Dio, dove il genio dell’uomo, che equivale alla natura intera, dovesse scomparire, non ci mancherebbe di più che se ci si separasse dal più piccolo atomo della creazione! (3)

Alla sua epoca, nell’XI secolo, il grande poeta siriano Al-Ma’arri non avrebbe risposto diversamente. Senza tuttavia esaltare l’intelligenza umana!

Tratto da In L’Orient littéraire, Beirut, maggio 2020

Traduzione di Cinzia Nachira

(con la collaborazione di Alessia Bleve e Paolo Gilardi)

NOTE

1) L’originale si può leggere qui: https://www.lorientlejour.com/article/1217177/peches-de-vieillesse.html
2) Didier Raoult è un medico che ha lanciato come farmaco risolutivo contro il COVID 19 l’uso della Clorochina. Cfr: https://www.lastampa.it/salute/2020/03/28/news/la-francia-apre-all-utilizzo-della-ricetta-del-professor-raoult-a-base-di-idroclorochina-1.38649442

3) François-René de Chateaubriand, QUATRIÈME PARTIE LES DERNIÈRES ANNÉES 1830–1841, LIVRE PREMIER: https://fr.wikisource.org/wiki/M%C3%A9moires_d%E2%80%99outretombe/Quatri%C3%A8me_partie/Livre_premier#cite_note-1

  

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