TRACCIARE UNA LINEA

di Alessandro Dal Lago

Il problema del Salone del libro non è se andarci o no perché è presente la casa editrice di Casa Pound, Altaforte. Ormai il guaio è fatto. Il vero problema è che questa risibile editore, con pochi libri in catalogo, tra apologie degli squadristi e riproposizioni furbastre di libri di Lovecraft o Sombart, non doveva essere invitato o doveva essere rifiutato – e questo perché con pochi clic si poteva scoprire facilmente che il suo “amministratore delegato”, Polacchi, è un picchiatore di casa Pound, pluripregiudicato, accoltellatore e bastonatore. Qui non c’entra la censura, perché nessuno si sogna di proibire i libri di Altaforte, ma semplicemente il buon senso da parte di una iniziativa privata che, fino a prova contraria, non è obbligata ad accettare chiunque (perché allora, se Altaforte va bene, non accettare l’iscrizione di negazionisti della Shoah, autori di opuscoli nazisti ecc.?). Il vero problema, inoltre, è che nessuno traccia più una linea tra spazio culturale democratico e spazio culturale fascista. E così abbiamo un Ministro dell’interno, Salvini, che si fa pubblicare da casa Pound, nota per le sue iniziative violente e illegali, la Rai emiliana che fa un servizio apologetico su Predappio e tutti gli episodi di inclusione del nazifascismo nella cultura ufficiale. Senza che la magistratura si degni di applicare la legge Scelba e quella Mancino, che vietano non solo la ricostituzione del partito fascista, ma anche l’apologia del fascismo. Quello che avverrà ora è che sicuramente ci saranno torbidi al Salone del libro, ciò che farà piacere a Casa Pound, che incasserà una bella pubblicità gratuita. La stupidità dei democratici è la migliore alleata del fascismo.

Alessandro Del Lago 
dalla sua pagina facebook

 

“Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista,  c’erano i rastrellamenti, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica. Insomma, da una parte c’è “il giusto”; dall’altra “lo sbagliato”. Se si dimentica questo si perde il senso della storia. E’ esattamente quello che sta accadendo nell’Italia di oggi.”

Alberto Asor Rosa parlando del libro “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino.
Il grande silenzio: Intervista sugli intellettuali

Edizione Laterza, 2009

Nella foto Primo Levi (Torino 1919- 1987)

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