L’AMORE DEI FASCISTI PER BASHAR ASSAD

di Patrick Strickland*

Perché i fascisti italiani adorano Bashar al-Assad?

Dall’Italia agli Stati Uniti, l’estrema destra mostra sostegno al governo siriano accusato di crimini di guerra.

Coinvolto per sei anni e mezzo nel sanguinario succedersi di eventi in Siria, il generale Issam Zahreddine, famigerato per aver rotto il soffocante assedio di tre anni di Deir Az Zor, è stato ucciso da una mina.

E’ morto nell’ottobre 2017, quando il suo veicolo è stato colpito dall’esplosivo a Hawija Saqr durante la campagna militare del governo contro lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL, noto anche come ISIS).

Per i sostenitori dell’opposizione siriana, Zahreddine è meglio noto come il “macellaio di Deir Az Zor”, ed uno dei principali responsabili delle diffuse pratiche di tortura che sarebbero presumibilmente avvenute per mano delle autorità.

Per i sostenitori di Assad, tuttavia, il governo generale di Bashar rappresenta un bastione contro il settarismo etnico e religioso di un conflitto che ha fornito poche valide alternative.

Nel maggio 2016, un anno e mezzo prima della sua morte, le foto fatte circolare sui social media raffiguravano Zahreddine in posa accanto ai resti di persone uccise, tagliate a pezzi e appese.

Tuttavia, al di fuori della Siria, in Nord America e in Europa, alcuni dei sostenitori più incalliti di Assad provengono dall’estrema destra.

Secondo un resoconto del quotidiano italiano “La Stampa”, alcuni giorni dopo la morte di Zahreddine nelle città italiane sono comparsi numerosi manifesti di cordoglio per il generale.

Questi poster sono stati stampati da CasaPound, un partito auto-proclamatosi  fascista  e uno dei tanti gruppi di estrema destra in tutto il mondo che sostengono il governo di Assad.

Insieme al movimento nazionalista italiano Forza Nuova, alla neofascista Alba Dorata in Grecia, il British National Party (BNP) della Gran Bretagna e l’ultranazionalista Rebirth, tra gli altri, CasaPound fa parte di un fronte internazionale che si riunisce in nome del presidente siriano e invia delegazioni di solidarietà  al Paese devastato dalla guerra.

Il conflitto in Siria, iniziato come una rivolta di massa contro il potere di Assad nel marzo 2011, si è rapidamente trasformato in una vera e propria guerra civile e ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone.

Durante quella guerra, sia le forze governative che i loro alleati e gruppi armati di opposizione sono stati accusati di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani.

Secondo alcune stime oltre 11 milioni di persone sono fuggite dalle loro case trovando rifugio fuori dal paese o finendo come sfollati all’interno dei propri confini.

Più di un milione di siriani hanno ricevuto o chiesto asilo in Europa, dove partiti di estrema destra e gruppi populisti si sono sistematicamente radunati contro la loro presenza.

Delegazioni di “solidarietà”

Seduto in una sala conferenze ben allestita nella sede nazionale di CasaPound, un edificio municipale di Roma occupato 14 anni fa, il candidato alla carica di primo ministro per le prossime elezioni, Simone Di Stefano, si è vantato delle relazioni di CasaPound con il governo siriano.

“Sotto il regime di Assad, le persone possono celebrare il Natale apertamente e le donne non sono costrette ad indossare il velo”, ha affermato Di Stefano ad Al Jazeera, facendo eco ai comuni punti di argomentazione pro-Assad.

“Certo, ci piace l’ideologia dello Stato siriano, ma sosteniamo anche ciò che essa rappresenta: libertà,  apertura intesa come opposizione al fondamentalismo e al socialismo [arabo] moderno “.

In Italia, CasaPound ha guidato manifestazioni di estrema destra contro rifugiati e migranti, affermando apertamente di aver attaccato antifascisti e sostenendo un ritorno al dominio fascista – sotto il quale il paese ha patito duramente dal 1921 fino alla sua liberazione, nel 1945 alla fine della seconda guerra mondiale.

Il partito ha lavorato a stretto contatto con il Fronte europeo di solidarietà per la Siria (ESFS) – una coalizione di gruppi neofascisti e di estrema destra che sostengono il governo di Assad – e i suoi membri si sono uniti alle delegazioni a Damasco per incontrare i funzionari siriani, ha inoltre aggiunto Di Stefano.

SANA, l’agenzia di stampa statale della Siria, ha pubblicizzato le visite dell’ESFS.

Nel maggio 2016, quando i membri dell’ESFS hanno incontrato l’assistente di Assad, Bouthaina Shaaban, SANA ha riferito che la delegazione italiana “ha espresso solidarietà ai siriani e ha condannato i crimini commessi dalle organizzazioni terroristiche armate”.

Il gruppo era pieno di speranze di “conoscere ciò che sta accadendo in Siria e trasmettere la vera immagine della situazione al popolo europeo”, prosegue il rapporto.

Di Stefano, che non è stato in Siria, proclama con orgoglio che le affiliate di CasaPound hanno incontrato la First Lady siriana Asma al-Assad nel 2016.

Ada Oppedisano, presidente di Solidarite Identites (Sol.Id), gruppo promotore delle posizioni pro-Assad, ha descritto l’incontro come “evento da ricordare per tutta la vita”.

“Lo facciamo per i bambini [siriani] di cui ci ha parlato Asma, e lo facciamo anche per noi, per l’Italia, in modo che un domani non si possa dire che gli italiani hanno abbandonato i propri fratelli siriani”, ha affermato Ada Oppedisano in un rapporto sulla lingua italiana pubblicato su “Il Primato Nazionale”, un giornale amministrato da CasaPound.

Questo rapporto è stato scritto da Alberto Palladino, un attivista di CasaPound condannato per un violento attacco che ha costretto al ricovero ospedaliero cinque attivisti del Partito Democratico nel 2011.

Alla domanda se ci sia una contraddizione tra l’opposizione all’afflusso di rifugiati siriani, la maggior parte dei quali sono stati sfollati dalle forze governative, e il sostegno ad Assad, Di Stefano ha insistito: “Loro per lo più fuggono dai ribelli e dall’ISIL”.

Secondo un sondaggio del 2015, però, di circa 900 rifugiati siriani in Germania, più della metà sarebbe tornata nel proprio Paese se Assad avesse ceduto il potere.

Circa il 70% ha accusato il governo di violenze, mentre il 31,5% ha puntato il dito contro l’ISIL.

Sovrapposizioni ideologiche

Guido Caldiron, giornalista di Roma e autore di “Extreme Right”, sostiene che il sostegno di CasaPound ad Assad deriva dalle radici ideologiche del gruppo: autoritarismo, islamofobia e percezione che il governo siriano abbia resistito a Israele.

Sin dal suo inizio, il governo di Assad si è imposto come baluardo della resistenza contro Israele.

Tuttavia, la linea di demarcazione tra le alture del Golan, occupate da Israele, e il resto della Siria è passata in silenzio tra la guerra del Medio Oriente del 1973 e lo scoppio della guerra civile in Siria, circa sette anni fa.

“Il fatto è che Assad è autoritario e nazionalista, ma soprattutto [Assad] rappresenta, secondo loro, una visione del mondo non religioso” ha affermato ad Al Jazeera.

“Essi inoltre vedono Assad come anti-israeliano e anti-sionista”.

Per CasaPound, la guerra in Siria è parte di un più grande assalto dei “globalisti”, ha aggiunto Caldiron.

Leila al-Shami, attivista siriano-britannica e coautrice di “Burning Country: Syrians in Revolution and War”, ha spiegato che il rapporto dell’estrema destra con Assad è basato sulla sovrapposizione ideologica tra il fascismo europeo e il baathismo, l’ideologia fondativa del governo siriano.

“C’è sicuramente una sovrapposizione, e funziona su due livelli – il primo è rappresentato dalle radici ideologiche del Baathismo, che incorpora sicuramente elementi di fascismo e nazionalismo estremo”, ha affermato al-Shami ad Al Jazeera.

Spiegando che i primi baathisti “si ispirarono al fascismo europeo, in particolare sul come costruire uno stato totalitario”, al-Shami sostiene che molti neo-fascisti vedono anche il governo di Assad come “una resistenza di pari livello, a Israele e ai musulmani”

Nel frattempo il governo di Assad ha ben selezionato le visite per “costruire la sua legittimità”, affermando di godere di un sostegno internazionale, e che tali delegazioni sanno che c’è una cospirazione contro la Siria, ha affermato l’autrice.

Ampio supporto occidentale di estrema destra

I gruppi di estrema destra che in Nord America ed Europa sostengono il governo di Assad, non sono uno sviluppo recente.

Nell’aprile 2017, il suprematista bianco americano Richard Spencer ha condotto una manifestazione “contro la guerra” a Washington DC, contro il bombardamento statunitense di una base aerea siriana.

Spencer è una figura di spicco della “destra alternativa” una coalizione a maglie larghe di suprematisti bianchi, nazionalisti e neonazisti.

Anche Forza Nuova, un altro partito neofascista italiano, ha difeso Assad.

Nell’ottobre 2016, il leader del partito Roberto Fiore – fuggito dall’Italia negli anni ’80, dopo che un raid della polizia rinvenne un deposito di armi ed esplosivi nel suo ufficio – ha twittato sull’alleanza del suo partito con il sovrano siriano.

“Forza Nuova difende Assad e il popolo siriano dagli attacchi di ISIS e USA”, ha scritto in un post accompagnato da una foto che raffigura un gruppo di membri di Forza Nuova che innalza uno striscione pro-Assad.

Nel 2013, il gruppo greco di estrema destra Black Lily, un’organizzazione autoproclamatasi nazional-socialista, ha affermato di aver inviato volontari in Siria per sostenere le forze e i combattenti di Assad  e di Hezbollah, il gruppo politico e militare libanese alleato del governo siriano.

Nello stesso anno, Nick Griffin, già membro del British National Party e membro del Parlamento europeo dal 2009 al 2014, si è andato a Damasco come parte di una delegazione internazionale di politici di estrema destra e ultranazionalisti provenienti da tutta Europa.

Griffin tornò in Siria l’anno successivo per una conferenza organizzata dal Ministero della giustizia siriano.

Eppure, l’alleanza della supremazia bianca con il governo siriano precede la guerra.

Nel 2005, David Duke, ex Gran Mago del Ku Klux Klan e noto negatore dell’Olocausto, tenne un discorso a Damasco trasmesso sulla televisione di stato.

“Sono solo i sionisti – in America e in tutto il mondo – che vogliono la guerra piuttosto che la pace”, ha dichiarato alla folla.

“Mi fa male sapere che parte del mio Paese è occupata dai sionisti, proprio come parte del vostro paese – le alture del Golan – è occupata sempre dai sionisti”, ha proclamato Duke, sostenendo che “i sionisti” controllano i media americani e gran parte del governo degli Stati Uniti.

Qualche anno fa, è circolata la notizia che il criminale di guerra nazista  tedesco Alois Brunner   ha trovato rifugio sicuro in Siria, dove avrebbe consigliato al governo le tattiche di tortura fino a quando non ha perso la fiducia di Hafez al-Assad, padre e predecessore dell’attuale presidente.

Brunner, che ha supervisionato la deportazione di 128.000 ebrei nei campi di sterminio durante l’Olocausto, alla fine è stato arrestato e si ritiene che sia morto in carcere nel 2010.

Oggi, quasi sette anni dopo la guerra civile siriana, non ci sono segni che facciano sperare che l’alleanza tra Assad e i suprematisti bianchi venga meno.

Tornato nel quartier generale di CasaPound, Di Stefano ha difeso gli attacchi del governo quando incalzato sulla questione delle violazioni dei diritti umani, incluso il presunto uso da parte delle forze governative di barili bomba – ordigni imballati in fusti di grandi dimensioni, ndr-  [sganciati] nelle aree civili.

“Anche oggi, ci sono persone che prendono le armi nel centro delle città”, ha detto.

“Cosa dovrebbe fare Assad? Non dovrebbe bombardare quelle persone? È una guerra civile, sfortunatamente.”

*Patrick Strickland è un giornalista on-line all’Al Jazeera in lingua inglese. E’ corrispondente dall’Europa, il Medio Oriente, il Nord Africa e gli Stati Uniti.

Traduzione dall’originale in inglese a cura di Gabriel Mileti

Tratto da: Al-Jazeera News del 14/02/2018

Potrebbe piacerti anche Altri di autore