NUOVA “OPERAZIONE” CONTRO LA GENTE DI GAZA?

In questi giorni Israele ha tagliato la fornitura di elettricità a Gaza.  Questo significa che l’energia sarà fornita solo da due a tre ore al giorno. Da decenni la popolazione della Striscia di Gaza sta vivendo ad  un livello estremo di povertà. Una condizione a cui è stata obbligata da Israele e che si è sempre più aggravata dopo ché Hamas ha scalzato l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) di Ramallah dal governo della Striscia. Una scelta della popolazione di Gaza che è stata considerata intollerabile non solo da Israele ma anche dalla stessa ANP. Gli interventi militari di Israele con i suoi massacri si sono susseguiti nel 2008 e nel 2014. Tra una operazione e l’altra il blocco. Oggi questa decisione. Applicata da Israele, ma richiesta da Mahmoud Abbas, il leader dell’ANP,  per logiche interne al quadro politico palestinese tese ad indebolire il governo di Hamas nella Striscia. Con la scusa di tasse non pagate. Poco importa se negli ospedale di Gaza gli interventi chirurgici sono stati ridotti di un terzo. Si aggiunge poi l’azione alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme.  Le conseguenze sono prevedibili, come analizza in quoto articolo Gideon Levy.

di Gideon Levy

Non c’è una nuova guerra in corso tra Israele e Gaza, non ci sono “operazioni” e altri “round”. Ormai questi sono termini ingannevoli, destinati ad indurre in errore e al silenzio gli ultimi scrupoli di coscienza.

Ciò che è in gioco attualmente è il rischio di un nuovo massacro nella Striscia di Gaza. Controllato, misurato, non troppo massivo, ma si tratterà comunque di un vero massacro. Quando gli ufficiali, i politici e gli opinionisti israeliani parlano di  “prossimo round”, parlano di un prossimo massacro.

Non ci sarà guerra a Gaza, perché Gaza non ha nulla per combattere contro uno degli eserciti equipaggiati con le armi più potenti del mondo, anche se l’opinionista di questioni militare, Alon Ben David, sostiene che Hamas ha la capacità di allineare quattro divisioni. Né ci sarà alcun atto di coraggio (israeliano) a Gaza, perché non ci vuole alcun coraggio ad attaccare una popolazione indifesa. E naturalmente non ci sarà né giustizia né morale a Gaza, perché non c’è né morale né giustizia nell’attaccare una gabbia chiusa, piena di prigionieri che non saprebbero comunque dove andare, anche se ne avessero l’opportunità.

Pertanto chiamiamo le cose per quello che sono: è di un massacro che si tratta. Ed è di questo che si sta attualmente parlando in Israele. Chi è per un nuovo massacro e chi è contro? Sarà utile per Israele? Contribuirà o no alla sua sicurezza e ai suoi interessi? Porterà Hamas a perdere potere o no? Favoriranno gli interessi elettorali del Likud o no? Israele ha scelta? Chiaro che no!.

Qualsiasi attacco contro Gaza è un massacro. Nessuno può giustificarlo perché un massacro è ingiustificabile. Pertanto dobbiamo chiederci: siamo a favore di un nuovo massacro a Gaza o no?
I piloti stanno già riscaldando i motori in pista, e anche i soldati che maneggiano i joystick (per i controllo remoto dei droni dell’esercito, ndt) sono pronti.
Un’altra ora senza elettricità a Gaza e partirà il segnale: razzi Qassam. Israele questa volta sarà la vittima e milioni di israeliani entreranno ancora una volta nei rifugi.  “Abbiamo lasciato Gaza e guarda cosa abbiamo ottenuto? Oh, Hamas, questi assetati di sangue e più che mai cattivi…”

Un massacro peggiore dei precedenti

Ma quale altro mezzo ha Gaza per ricordare al mondo la sua esistenza e le sue inumane sofferenze, a parte i razzi Qassam? Per tre anni sono rimasti buoni, e ora sono oggetto di un esperimento congiunto tra Israele e Autorità Palestinesi di Ramallah. Un grandioso esperimento su cavie umane. Un’ora di elettrici al giorno è sufficiente per una esistenza umana? Forse dieci minuti potrebbero bastare? E che succede agli esseri umani senza elettricità? L’esperimento è in corso. Gli scienziati col fiato sospeso. Quando cadrà il primo razzo? Quando inizierà il massacro?

Sarà più terribile dei precedenti perché la storia ci insegna che ogni “operazione” israeliana contro Gaza è sempre peggiore della precedente. L’operazione “Piombo fuso” (fine 2008 inizi 2009) causò 1.300 morti palestinesi, tra cui 430 bambini e 111 donne. L’operazione “Margine protettivo” (estate 2014) si è chiusa con un saldo di 2.200 palestinesi uccisi, tra cui 366 bambini (180 erano neonati o molto piccoli) e 247 donne. “Complimenti” per l’aumento del numero delle vittime. La nostra forza cresce da una “operazione” all’altra. Avigdor Lieberman ha promesso che questa volta sarà una vittoria decisiva. In altre parole la mattanza sarà più terribile delle precedenti, se fosse possibile prendere sul serio qualsiasi cosa esce dalla bocca del ministro della difesa [israeliano, ndt].
Non serve dilungarsi sulle sofferenze degli abitanti di Gaza, tanto non importa a nessuno. Ma per gli israeliani Gaza è stata e continua ad essere un covo di terroristi. Non c’è nulla a Gaza che somigli a loro.

Quante bugie su Gaza!

La sua occupazione è finita?… ma per favore! Tutti i residenti di Gaza sono assassini. Costruiscono tunnel “del terrore” invece che fabbriche ad alta tecnologia. Infine, come si spiega il fatto che Hamas non ha permesso lo sviluppo di Gaza? Come ha osato? Come mai non hanno creato un’industria mentre erano sotto assedio, una economia agricola mentre erano in carcere e sviluppato alte tecnologie mentre erano in gabbia?

Sono queste le bugie che raccontiamo su Gaza. E ce ne è un’altra, quella che rovesceremo Hamas. Naturalmente non è solo impossibile ma Israele non ha alcuna intenzione di farlo.

Il bilancio delle vittime, come d’abitudine, lampeggia sui nostri schermi televisivi ma a nessuno importa nulla. Centinaia di bambini massacrati, chi può immaginare una cosa simile? L’assedio non è un assedio. E neanche l’idea che una eventuale sola ora di black out nella fornitura di elettricità a Tel Aviv, col soffocante calore estivo, provoca il minimo accenno di empatia per coloro che vivono senza elettricità a un’ora da Tel Aviv.
Intanto continuiamo a dedicarci al nostro business, alla sfilata dell’orgoglio gay, alle agevolazioni per l’accesso alla casa per le giovani famiglie, al maestro pedofilo. E quando cadono i Qassam fingeremo di essere storditi e, in linea con la nostra santa autovittimizzazione, i nostri bravi piloti decolleranno all’alba, verso il prossimo massacro.

Tratt da: www.popoffquotidiano.it

Traduzione di Marina Zenobio
Fonte: Haaretz

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