LA ROTTURA IN SYRIZA

L’unica deputata aderente a DEA (Sinistra operaia internazionalista), Ioanna Gaitani, è tra le due parlamentari di Syriza che stanotte hanno votato contro, nel Parlamento greco, all’autorizzazione al governo Tsipras a negoziare con i creditori sulla base della proposta presentata.

Anche l’altra deputata che ha votato contro, Elena Psarea, fa parte di Red Network, la rete più larga che si raggruppa intorno a DEA.

Altri 8 parlamentari di Syriza, tra cui il ministro dell’Energia Panagiotis Lafazanis, il massimo esponente della Piattaforma di Sinistra all’interno di Syriza, e la presidente del Parlamento Zoe Konstantopoulou, si sono astenuti.

Sette parlamentari di Syriza, tra cui l’ex-ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, sono risultati assenti.

Altri 15 deputati, pur votando a favore, hanno emesso una dichiarazione collettiva, sottolineando che il loro voto non andava inteso come un voto favorevole alle misure proposte, “di austerità e demolizione liberista”, e che solidarizzavano con gli altri parlamentari di Syriza che non avevano votato il mandato al Governo.

La Piattaforma di Sinistra, nella riunione congiunta di ieri del gruppo parlamentare e della Segreteria politica nazionale di Syriza, che ha preceduto il voto in Parlamento, ha presentato una propria proposta alternativa, che indica che, se non è possibile raggiungere un accordo senza misure di austerità e con sufficiente liquidità finanziaria, sia necessaria:

“1. La riorganizzazione radicale del sistema bancario, la sua nazionalizzazione e il suo riorientamento in direzione dello sviluppo, sotto controllo sociale;

2. Il rifiuto completo dell’austerità fiscale (avanzi primari e bilanci in pareggio), al fine di affrontare in modo efficace la crisi umanitaria, la copertura dei bisogni sociali, la ricostituzione dello stato sociale e il rilancio dell’economia dal circolo vizioso della recessione;

3. Procedure di avvio di uscita dall’Euro e la cancellazione della maggior parte del debito sono scelte assolutamente gestibili e possono portare a un nuovo modello economico orientato al rilancio della produzione, allo sviluppo e al cambiamento dei rapporti sociali a vantaggio dei lavoratori e dei ceti popolari.

L’uscita dalla Eurozona [ma non dall’Unione Europea – ndr.], nelle condizioni attuali, è un processo difficile ma fattibile, che consentirà al paese di seguire una strada diversa, al di là di programmi inaccettabili che simulano la proposta Juncker. Ma l’uscita dalla Eurozona non deve essere fine a se stessa, ma il primo passo di un processo di cambiamento sociale, di recupero della sovranità nazionale, di progresso economico e di uno sviluppo con giustizia sociale …”

Tra i 5 che hanno firmato il testo, a nome della Piattaforma di Sinistra, c’è anche Antonis Ntavanelos, esponente di DEA che fa parte della Segreteria politica nazionale di Syriza.

 

 

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