GRANDE VITTORIA POPOLARE

Comunicato di DEA Sinistra operaia internazionalista in Syriza e dichiarazione di OKDE-IV internazionale

Grande vittoria popolare

Comunicato di Dea – Sinistra Operaia Internazionalista

  1. Il trionfo del NO, con dimensioni superiori alle previsioni, rappresenta una grande vittoria operaia e popolare. Le persone hanno letto correttamente la posta in gioco: approvazione o rigetto della politica d’iper-austerità, tale quale è stata formulata nei protocolli (Memorandum) che i creditori esigono nuovamente. La risposta indica le vere intenzioni della società “dal basso”, mostrando la dinamica dei rapporti di forza tra le classi, tale quale si è sviluppata nel corso degli ultimi anni in Grecia. La Grecia della crisi profonda e della grande resistenza sociale.
  2. Nel campo del No si sono raggruppati, evidentemente, i lavoratori urbani e rurali, i disoccupati, i poveri. La classe lavoratrice si è espressa con fermezza, assumendosi grandi rischi: aveva già subito le conseguenze della chiusura delle banche, affrontato la minaccia di massicci licenziamenti, le intimidazioni secondo cui il suo atteggiamento avrebbe condotto probabilmente alla rottura dell’euro. Si scontrava con una propaganda inaudita che parlava di carestia, di mancanza di medicinali, di carburante, …. . La massiccia fermezza nei confronti del No rappresento un esplicito mandato di rottura con l’austerità. Nel campo del SI si sono ritrovati la classe dirigente e l’alta classe media. Ossia, tutti coloro che hanno interesse in un accordo “a qualsiasi prezzo” (i sacrifici per gli altri) con i creditori.
  3. Questa chiara distinzione di classe è emersa politicamente. L’anima del NO era la sinistra radicale, cosa che nel futuro comporterà conseguenze cruciali. La direzione di Syriza, che ha trovato la forza di rifiutare la firma incondizionata richiesta dalla direzione dell’Ue e di indire un referendum per far esprimere la volontà del popolo, è la grande vincitrice.Le forze di Antarsya,nella loro particolare configurazione politica e nelle loro diversità, si sono riunite attorno al campo del NO. Hanno così creato nuove relazioni con i settori di Syriza, di relazioni che saranno importanti nelle lotte future.Al contrario, il Kke (Partito comunista) con la sua linea di ripiego – l’inaccettabile voto nullo – ha rifiutato di schierarsi con coloro e contro coloro con cui si colloca. Un orientamento che, nonostante non sia stato seguito da una gran parte dei suoi militanti e della sua base, la sua direzione proseguirà ancora per un lungo periodo.
  1. Il risultato paralizza le forze politiche borghesi. Le dimissioni di Antonis Samaras dalla direzione di Nuova Democrazia1– qualche giorno dopo le dimissioni di Venizelos dalla direzione del Pasok2– a testimonianza che la classe dirigente dei memorandum (2010 – 2012), identificata con i creditori, è rimasta priva di una forza politica alternativa all’interno del paese. I social liberisti “post-politici” di Potami (il fiume) non sono e non possono essere una risposta a questo problema. La trascrizione di questa situazione nelle urne, in occasione di questo cruciale referendum, crea una grande possibilità a Syriza, ma esercita anche pressioni senza precedenti al suo interno.

  2. La grande vittoria popolare e delle lavoratrici/lavoratori in occasione del referendum, in una condizione di strangolamento del sistema bancario e di ricatti padronali senza precedenti, rende ancora più cruciale il periodo a venire, che vedrà in un primo momento misurarsi i rapporti di forza: durante la ripresa dei negoziati con i creditori.

    Noi comprendiamo le pressioni e i dilemmi con cui è confrontato il governo; e in particolare il ricatto su grande scala dei creditori con la minaccia che pesa sul sistema bancario. Minaccia con la quale si può rispondere attraverso la nazionalizzazione delle banche attraverso il controllo pubblico democratico e dei salariati, in questo settore così decisivo per il funzionamento dell’insieme dell’economia.

    Il No ha messo in luce l’esigenza non negoziabile del ribaltamento dell’austerità. Si tratta di un appello indirizzato a Syriza affinché attui in modo deciso il programma della sinistra radicale, prendendo così tutte le misure economiche, politiche e monetarie necessarie.

    Il governo e Syriza non possono discostarsi da questo orientamento.

    Un accordo, in sostanza simile a quello sottomesso a referendum, creerebbe delle condizioni di logoramento, di liquidazione della vittoria del No. Permetterebbe al personale politico borghese di riorganizzarsi e di contrattaccare con l’obiettivo di rovesciare il governo il prima possibile. Perché, come l’hanno dichiarato i rappresentanti delle istituzioni europee, un governo di sinistra oggi, in un momento di crisi così profonda, è incompatibile con le politiche in vigore, tanto su scala europea quanto su scala nazionale.

    In questa situazione, occorre sottolineare la solidarietà internazionalista con la classe operaia e la sinistra in Grecia. Essa si è manifestata e si manifesta suscitando emozione in un numerosi angoli del mondo intero.

    Non abbiamo il diritto di deludere questa prospettiva. Ciò comporta alcuni doveri capitali per il governo e alcuni compiti essenziali per i membri di Syriza, ma anche per tutte coloro e tutti quelli che hanno lottato per il NO.

    I prossimi giorni saranno decisivi per il consolidamento e lo sviluppo di una grande vittoria elettorale.

    Dea – 6 luglio 2015.

1La sera stessa del 5 luglio, l’organizzazione giovanile di Nuova Democrazia aveva chiesto le dimissioni di Samaras sui canali televisivi. Così come Dora Bakoyanni, figlia di Constantinos Mitsotakis. Vangelis Meimarakis ha assunto la direzione provvisoria (red.A L’Encontre).

2Evangelos Venizelos è stato sostituito alla testa del Pasok da Fofi Gennimata in occasione delle votazioni organizzate il 14 giugno 2015. È riuscita ad ottenere il 51% dei voti. Proveniente da una famiglia di politici, è stata ministro della sanità e dell’istruzione sotto il governo di Georgie Papandreou tra il 2009 e il 2011, poi ministro degli interni sotto il governo provvisorio di Lucas Papademos tra il 2011-2012.

ttt

 Dichiarazione di OKDE-Spartakos (sezione greca della IV internazionale) appartenente alla coalizione Antarsya

QUESTO NO E’ SOLO L’INIZIO!

La vittoria del “NO” al referendum del  5 luglio è stata un grosso smacco per i partiti tradizionali del capitale, la borghesia e i media del sistema. Durante il breve periodo che ha preceduto il referendum, questa alleanza propensa alla provocazione, ricattava e terrorizzava  il popolo, con tutti i mezzi a disposizione: tramite la televisione, i giornali, e sui luoghi di lavoro. Sono riusciti soltanto a ridicolizzarsi e a  far aumentare l’odio di classe.

Il referendum è diventato una vera e propria lotta di classe, indipendentemente da quelle che erano le intenzioni di Syriza. La classe operaia ha votato “NO” e ha rifiutato massicciamente l’accordo, nonostante il tradimento storico della burocrazia dal Sindacato Generale dei Lavoratori, che ha preso apertamente posizione dalla parte del “SI” e dei capitalisti. La borghesia si è duramente battuta per il “SI”, comprese le frange che non erano ostili a Syriza. La maggioranza della classe media, non avendo più niente da perdere, si è allineata con la classe operaia e ha votato NO. Contrariamente a ciò che sostenevano coloro che chiamavano alla coesione e all’unità nazionale, è diventato chiaro per tutti l’esistenza di due “società” completamente diverse in questo paese: quella degli sfruttatori e quella degli sfruttati. L’emergere della coscienza di classe di una larga parte dei lavoratori crea un grande timore fra quelli che hanno paura che la classe si esprima chiaramente. Sono quelli che hanno come principale slogan l’unità nazionale, con lo scopo di promuovere la compiacenza e la pace sociale.

Quelli che hanno provato a evitare di prendere  una posizione chiara in questa lotta di classe, si sono ritrovati marginalizzati. Il Partito Comunista in particolare, difendendo il voto nullo/l’astensione al referendum, non ha aiutato la classe operaia e ancora una volta, come nel dicembre 2008, si è adeguato alle paure dell’opinione pubblica e della borghesia.

Questa lotta di classe non si è limitata alle urne. La lotta è diventata di attualità nelle piazze, sui luoghi di lavoro, nelle università, nei quartieri. Senza le enormi manifestazioni e presidi, la paura avrebbe dominato e il risultato del voto sarebbe stato diverso.

La sinistra anticapitalista e le organizzazioni rivoluzionarie hanno giocato un ruolo di primo piano nel movimento per il NO e hanno fin dall’inizio fatto pressione su Syriza affinché questa non firmasse l’accordo. Antarsya in particolare, nonostante degli errori parziali, è diventata l’elemento più forte della parte più dinamica e determinata del movimento. La sinistra anticapitalista è una realtà sociale e politica nelle piazze e nei posti di lavoro. Syriza non ha il diritto di pensare che questo movimento e il NO gli appartengano.

La fiducia che ci da questa vittoria del NO non deve trasformarsi in compiacimento. I giorni che seguono devono essere quelli delle lotte ancora più dure. Senza ombra di dubbio, Syriza tornerà al tavolo delle trattative per discutere le misure d’austerity contro i lavoratori, sperando che le istituzioni siano clementi. E senza nessun dubbio ancora, le borghesie di Grecia e d’Europa, con i burocrati dell’Unione Europea, tenteranno di prendersi la propria rivincita. Non dobbiamo lasciare che il NO sia vinto, né essere “rubato”, né degenerato attraverso delle trattative.

Il fronte della classe, che si è battuto per il NO, deve rifiutare qualsiasi nuovo accordo e tutte le nuove misure. Deve esigere dei contratti di lavoro collettivi ed un aumento dei salari. Deve imporre la rottura con il FMI e l’UE. Deve rivendicare la nazionalizzazione sotto controllo operaio delle banche e delle grandi aziende, come unica soluzione contro il ricatto delle banche e del sabotaggio dei padroni. Deve disarmare la polizia che, con Syriza al governo, protegge le manifestazioni per il SI e reprime quelle per il NO. Deve sconfiggere definitivamente i nazisti di Alba Dorata, che ha sfruttato una parte del fronte del NO, un NO che ha sostenuto ipocritamente per garantirsi la propria sopravvivenza politica. Noi non ci facciamo nessuna illusione che il governo Syriza-ANEL prenda delle misure del genere. Siamo fiduciosi che la forza della classe operaia le possa portare avanti.

La classe operaia ha infatti mostrato il suo potenziale contro l’alleanza delle principali componenti del capitale, contro il terrorismo dei padroni, contro la burocrazia ed i meccanismi di apparato dello Stato “profondo”. Per le lotte massicce e determinate e degli scioperi prolungati, noi dobbiamo allargare la breccia che si è aperta nella stabilità del sistema e non lasciarla mai richiudere. In questa lotta, il ruolo di una sinistra anticapitalista forte, indipendente dal riformismo e dal governo, è cruciale.

OKDE Spartakos
5 luglio 2015

Potrebbe piacerti anche Altri di autore