LO SCONTRO IN SYRIZA

di Fabrizio Burattini

Sabato 23 e domenica 24 si è riunito ad Atene il Comitato centrale di SYRIZA, introdotto da Tsipras con una relazione che poneva quattro condizioni per poter realizzare il “compromesso” con le istituzioni europee. Le condizioni, secondo il leader, sono:

  1. l’avanzo primario deve rimanere a non più dell’ 1,5%, al massimo potrà arrivare al 2%, ma non subito;
  2. basta con i tagli alle pensioni e alle retribuzioni dei dipendenti pubblici;
  3. occorre negoziare per una ristrutturazione del debito
  4. occorre poter mantenere delle risorse finanziarie per poter fare degli investimenti pubblici in strade, ponti, “nuove tecnologie”.

Ma Tsipras non ha illustrato chiaramente i dettagli delle trattative, come se SYRIZA dovesse solo essere informata della situazione, quando invece la stampa, prevalentemente di destra, identifica totalmente il partito con il governo. I presentanti della Piattaforma di sinistra hanno presentato un loro testo tche, al termine del dibattito ha ottenuto 75 voti (pari al 44%), contro i 95 che sono andati alla posizione di Tsipras. Un voto è rimasto in bianco. Un’altra trentina di componenti del CC erano partiti prima del voto finale. Le scadenze cruciali sembrano diluirsi un po’, fino a settembre. Il testo della sinistra è stato redatto dopo una lunga discussione tra le varie componenti della Piattaforma (DEA, Red Network, Corrente di sinistra di Lafazanis e altri raggruppamenti minori).

A parte Lafazanis, ministro delle attività produttive e dell’ambiente, tutti gli altri membri del governo, anche quelli tradizionalmente collocati a sinistra nel partito, anno fatto quadrato con Tsipras. La presidente del parlamento, Zoé Konstantopoulou, pur non opponendosi formalmente a Tsipras, ha illustrato nel suo intervento alcune delle mancanze del governo in materia di gestione del debito e delle trattative e ha chiesto almeno una sospensione unilaterale per un anno del pagamento del debito. Ha anche criticato la nomina di Lambis Tagmatarchis come nuovo direttore della emittente pubblica ERT, che aveva diretto già sotto il governo del PASOK di George Papandreou.

A seguito dei pesanti attacchi della stampa contro Antonis Ntavanellos, il leader di DEA, membro dell’Ufficio politico di Syriza, descritto come il “principale responsabile” dell’opposizione all’interno di Syriza, il Comitato centrale ha approvato a maggioranza una mozione di solidarietà.

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Risoluzione presentata dalla Piattaforma di Sinistra

È ormai chiaro che le “istituzioni” non stanno lottando per ciò che qualcuno chiama un “onorevole compromesso”. Un “onorevole compromesso” non può esistere in nessun modo per mezzo di privatizzazioni e nuovi carichi per la classi popolari e di certo non può esistere senza una reale fine dell’austerity, senza una ristrutturazione del debito (o della maggior parte di esso) e senza un adeguato approvvigionamento di liquidità per rivitalizzare l’economia.

Ciò a cui la cerchia che governa la UE, nella BCE e nel FME sta brutalmente e consistentemente puntando negli ultimi mesi, è di strangolare l’economia, di spremere fino all’ultimo euro dalle riserve dei paesi e di spingere i governi “non protetti” alla piena sottomissione e ad una umiliazione esemplare.

Questa tattica dei membri della UE è stata presentata anche nel summit di Riga.

Il governo non ha altra opzione che procedere al contrattacco con un piano alternativo, basato sulle promesse pre-elettorali di SYRIZA e sugli annunci programmatici del governo.

Le seguenti misure devono essere immediatamente attuate:

  • L’immediata nazionalizzazione delle banche con tutte le necessarie misure aggiuntive per assicurare le loro funzioni secondo criteri sociali, di trasparenza, di produttività e di sviluppo.
  • La creazione della legalità democratica e la trasparenza sui media dominanti, a fianco del controllo sostanziale del prestito obbligazionario.
  • La fine immediata di ogni rete di protezione per gli oligarchi del paesi coinvolti in scandali.
  • La sospensione dei privilegi e delle immunità per i grandi interessi economici.
  • La tassazione sostanziale della ricchezza e delle grandi proprietà, così come la tassazione dei guadagni elevati e dei profitti delle grandi aziende.
  • L’immediata e completa reintroduzione, salvaguardia e attuazione e della legislazione sul lavoro e dei diritti dei sindacati.

Il governo deve controbattere in modo decisivo alla propaganda della cerchia dei governi europei, che terrorizza le persone con lo scenario del totale disastro che, secondo quanto detto, la sospensione della copertura del debito e l’eventuale uscita dall’Eurozona porterebbero al paese.

Il più grande disastro a cui il paese deve fare fronte è l’imposizione di un nuovo memorandum di qualsiasi tipo e l’estensione dei passati memoranda.

Tali sviluppi devono essere evitati con ogni mezzo e sacrificio necessario.

Ogni soluzione alternativa per una politica progressiva contro i Memoranda include prima di tutto la sospensione della copertura del debito. Malgrado tutte le difficoltà che comporta, questa opzione è di gran lunga preferibile a qualsiasi altra, in quanto offre al paese speranza e prospettive.

Se le “istituzioni” continuano con la loro politica di ricatto nei prossimi giorni, il governo ha il compito di affermare chiaramente che da qui in avanti non “spennerà” più il popolo greco saccheggiando i suoi risparmi, non procederà al prossimo pagamento del FMI e che intende portare avanti soluzioni alternative per il futuro del paese sul piano economico, sociale, politico e strategico, a salvaguardia del suo programma.

Atene, 24 maggio 2015

traduzione di Irene Alberici
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