UN’ALTRA CASERMA LIBERATA

Le idee sono piuttosto chiare: libreria sociale/sala studio, palestra popolare, laboratori di giardinaggio per bambini, spettacoli teatrali, concerti, cineforum, laboratori musicali e sala prove. Insomma, un grande spazio culturale, sociale e sportivo autogestito, l’ex Caserma Rossani occupata e liberata da un mese, a disposizione dei cittadini di Bari. Intanto, domenica 9 marzo, per mettere insieme idee e persone, quello spazio ha visto nascere l’orto sinergico e ha ospitato lo la piazza del baratto.
Un grande spazio culturale, sociale e sportivo a disposizione della cittadinanza: è questa la prospettiva delle centinaia di uomini e donne che dal primo febbraio occupano in maniera permanente l’ex Caserma Rossani, in stato di abbandono e degrado da ormai quasi vent’anni.

Tra le attività di cui si stanno occupando in questi giorni, appoggiati dalla cittadinanza, molte sono a fine culturale: la realizzazione di una libreria sociale/sala studio per studenti, la creazione di unapalestra popolare, l’organizzazione di laboratori di giardinaggio per bambinispettacoli teatraliconcerticineforumlaboratori musicali e sala prove.

Nella loro attività di riqualificazione di un posto che precedentemente è stato un simbolo di guerra e repressione, ma che ora si avvia ad essere un luogo basato sulla libera espressione e la cultura partecipata, gli occupanti hanno soprattutto il sostegno degli intellettuali: professori, urbanisti e architetti, che in questi giorni hanno firmato un appello al sindaco per la riconversione dell’ex caserma. Al centro dell’appello la richiesta di impegno da parte dell’amministrazione e la disponibilità alla costruzione di un percorso comune, che partendo dalle pratiche di mutualismo e solidarietà già messe in campo da chi sta vivendo questa esperienza, possa portare ad una collaborazione ampia, che vada al di là della raccolta di rifiuti ma assecondi il percorso di riapertura e restituzione dell’area alla fruizione pubblica. Tra i promotori dell’appello pubblico destinato all’amministrazione comunale di Michele Emiliano l’urbanista Dino Borri, l’architetto Nicola Martinelli, l’avvocato Maria Pia Vigilante, il professore Pasquale Martino, l’economista Michele Capriati, la garante per i minori Rosy Paparella, la docente dell’Università degli studi di Bari Lea Durante, per citarne alcuni.

Il loro invito però è esteso anche ai cittadini baresi, affinché aderiscano all’appello e l’Amministrazione Comunale risponda immediatamente alle istanze poste dalle donne e dagli uomini che sostengono con forza il percorso della Rossani Liberata.

Fonti: Fonte: go-bari.it (di Alessandra Miola)

 Il Collettivo dell’ex Caserma Rossani liberata ha dunque avviato iniziative culturali e sociali in questa parte dimenticata della città di Bari. L’occupazione dell’ex caserma ha sbloccato una situazione di stallo, avviando un processo di rigenerazione urbana. Domenica 9 marzo, l’associazione Effetto Terra ha portato un centinaio di piantine che sono state seminate in un orto sinergico, seguendo le modalità della permacultura: utilizzare le risorse del luogo, senza arare e a basso consumo idrico. I bambini hanno partecipato a tutte le attività dell’orto. Nei prossimi giorni si andrà alla ricerca del compost già maturo e si realizzerà una compostiera nei pressi dell’orto.

 Contemporaneamente il gruppo di consumo critico dell’Adirt ha promosso l’appuntamento con la Piazza del Baratto, per scambiare liberamente qualsiasi oggetto (in particolare materiali da muratore, pittore, restauratore, acqua potabile, bicchieri. posate e piatti di plastica), ma anche beni, servizi e tempo.

Fonte: ambienteambienti.com/

Questo distretto militare è dei cittadini

Dopo l’ex colorificio di via Montelungo e la Mattonaia, il Municipio dei Beni Comuni di Pisa ha occupato e liberato, sabato 15 febbraio all’alba, un altro edificio pubblico abbandonato per riconsegnarlo ai cittadini: il “Distretto 42″

 Un bene di tutti

Li hanno sottovalutati, poi hanno provato a criminalizzarli. Aumentano gli spazi sociali abbandonati, riaperti e autogestiti dai cittadini

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