UCRAINI E RUSSI CONTRO LA GUERRA

No alla guerra con l’Ucraina! Dichiarazione del «Movimento socialista russo» 

La guerra sta iniziando. Con l’obiettivo di proteggere e incrementare il patrimonio dei magnati e oligarchi intorno a Yanukovych, la leadership russa russa sta preparando un’invasione militare in Ucraina.
Questa aggressione è gravida di conseguenze disastrose per le popolazioni ucraine e russe e, soprattutto, per le popolazioni della Repubblica Autonoma di Crimea e delle regioni industriali ucraine sudorientali.
Per l’Ucraina  significa anche l’escalation del conflitto etnico; per la Russia, il rafforzamento della dittatura, della repressione e dell’isteria sciovinista con cui l’élite al potere cerca di neutralizzare la rabbia pubblica contro le conseguenze di una crisi economica profonda.
Condividiamo la preoccupazione dei residenti del Sud-est dell’Ucraina riguardo le tendenze nazionalistiche delle nuove autorità di Kiev. Tuttavia, siamo convinti che non saranno i carri armati di Putin, ma l’autorganizzazione e la lotta del popolo per i suoi diritti civili, politici e socio-economici che potrà portare alla libertà.
I popoli dell’Ucraina, naturalmente, hanno il diritto di autodeterminazione, a qualsiasi grado di autonomia o indipendenza. Tuttavia, quello che stiamo vedendo oggi non ha nulla a che fare con la scelta democratica della popolazione. Questa è un’operazione palese e cinico dall’imperialismo russo, finalizzato alla confisca di territorio straniero, trasformando l’Ucraina o parte di essa in un protettorato.
Oggi, la lotta per la libertà in Russia è una lotta contro le avventure in politica estera del regime al potere, e chiediamo il vostro aiuto per porvi fine.
Il «Movimento socialista russo» (RSD) invita tutte le autentiche forze di sinistra e democratiche a organizzare proteste contro la guerra con le richieste :
No alla guerra russo-ucraina!
Nessun provocatorio spargimento di sangue in Ucraina!
Nessun intervento dell’esercito russo e di eserciti di altri paesi negli affari della Crimea!
Per una pacifica autodeterminazione dei popoli che abitano la penisola!
Per la lotta dei lavoratori contro gli oligarchi ucraini e le burocrazie corrotte! No ai conflitti inter-etnici !
Il Consiglio Centrale della RSD, 1 marzo 2014

 

Ucraini, russi ed europei contro la guerra di Putin

Di Gabriel Levy

2 marzo 2014

Ucraini, russi ed europei erano in piazza oggi a protestare contro l’attacco del regime di Putin all’Ucraina. E’ l’unico raggio di luce che vedo in un cielo scuro messo in ombra dal pericolo della guerra, con 6000 soldati russi  presumibilmente sul territorio ucraino in Crimea, alcuni dei quali circondano le basi ucraine.

Russia

A Mosca, molti dimostranti contro la guerra sono stati arrestati. Ogni volta che i manifestanti  si radunavano in piazza Manezhaya, al centro della città, ne venivano arrestati altri. La Novaya Gazeta, il giornale liberale dell’opposizione, ha riferito di 265 arresti, calcolati  proprio dopo le 16, ora di Mosca.

Le voci sulla sinistra radicale russa erano inequivocabili. “E’ necessario chiamare le cose con il loro nome: ciò che sta accadendo in Crimea in questi giorni è un classico atto di intervento imperialista da parte dello stato russo”, ha detto il gruppo Sinistra Aperta in una dichiarazione pubblicata in inglese qui. *

“Piazza Maidan ha aperto le cataratte dell’attività dei teppisti di estrema destra – e allo stesso tempo ha incitato alla vita politica grandi masse di persone che forse per la prima volta percepiscono che loro stesse sono in grado  di determinare il loro destino. Questa gamma di possibilità ha la possibilità di risolversi in cambiamenti sociali progressivi, e nella vittoria della reazione estrema. Però la decisione finale deve, senza dubbio, essere lasciata al stessa gente” dell’Ucraina”, ha scritto Sinistra Aperta.

Ucraina

Moltissima gente si è unita alle dimostrazioni contro la guerra non soltanto a Kiev, ma in tutte le grandi città di lingua russa della parte orientale del paese. La Ukrainska Pravda ha riferito di una dimostrazione di 5.000/10.000 persone contro l’aggressione di Putin a Nikolaiev, una città nell’Ucraina meridionale  prevalentemente russofona. L’articolo diceva che i lavoratori del settore agricolo e pubblico, gli studenti e l’intellighenzia erano tutti alla manifestazione.

A Dnipropetrovsk, una città industriale  prevalentemente russofona,  e a Odessa la città portuale nell’Ucraina meridionale, prevalentemente russofona,  parecchie migliaia di persone hanno partecipato a proteste dello stesso genere. Ci sono state dimostrazioni a Kharkiv, Donetsk, Kherson e Zaporozhye – meno numerose di quelle filo-russe…ma vergognosamente minimizzate dai servizi giornalistici occidentali.

A Kiev, la sinistra radicale ha chiesto la solidarietà della classe operaia contro il militarismo di Putin. “E’ inutile aspettare  “soccorso” dalla NATO, si diceva in una dichiarazione dell’Unione dei lavoratori autonomi. “La guerra può essere allontanata soltanto se i proletari di tutti i paesi, prima e soprattutto ucraini e russi, oppongono resistenza contro il regime criminale di Putin.”

Attivisti nell’Ucraina orientale

“Però, dopo che la Russia ha inviato le sue forze in Crimea e ha minacciato la guerra, entrambe le parti erano pronte a lasciar stare le loro differenze e a difendere l’Ucraina. La conclusione è che questa conflitto sta cominciando a unire le persone. Quelle che appoggiano apertamente  l’intervento russo non sono visibili subito.

“D’altra parte c’è la minaccia che i radicali di destra vadano  al potere. Ieri molti oligarchi sono stati nominati  governatorati delle regioni orientali. [In una serie  di nuovi governatori nominati, Igor Kolomoisky il miliardario il cui campo di affari va dal petrolio alle telecomunicazioni, è stato fatto governatore della regione di Dnipropetrovsk e Sergei Taruta, il magnate dell’acciaio, governatore della regione di Donetsk]. E in precedenza  c’erano voci che stanno finanziando l’Euromaidan, che appoggia il partito populista di destra, Svoboda, per esempio. E ora ne stiamo avendo la conferma. Ma le persone comuni, i lavoratori, hanno poco da dire in proposito.”

Un attivista radicale di sinistra, D., di  Dnipropetrovsk, ha scritto una mail che aveva una vena più pessimista, citando Puskin: “La gente era silenziosa.” [Il famoso verso del  dramma Borid Gudonov – GL.]. “Questo si applica ai lavoratori, giovani o “vecchi, diceva. Gli eventi che si svolgevano attorno alle manifestazioni di piazza Maidan hanno avuto un effetto polarizzante. “Vasti strati sono stati attirati dal nazionalismo, ucraino o russo […] E’ una catastrofe, che potrebbe essere paragonata al 14 agosto 1914 [lo scoppio della prima guerra mondiale].

“Tra i socialisti e gli anarchici c’è uno stato d’animo molto pessimista. Venticinque anni di propaganda socialista che veniva da una vasta gamma di gruppi e di idee di sinistra, sembrano non  essere andati da alcuna parte, spariti come uno sbuffo di fumo. Naturalmente non avevamo dei grandi successi  prima  (al contrario che nel 1914). Ma quello che accade oggi dà l’impressione che tutti questi decenni di lavoro socialista siano stati inutili, non anbbiano prodotto alcun risultato.

Malgrado la sua ipotesi pessimista, D. ha aggiunto che, riguardo a una possibile incursione dell’esercito russo, l’indignazione è irrefrenabile. Nei tre o quattro giorni passati dall’inizio dell’attività militare in Crimea, non ho sentito nessuna altra reazione.”

Londra

A Londra, la città dove c’è la più grossa comunità di immigrati russi  nell’Europa Occidentale, una dimostrazione contro la guerra davanti all’ambasciata russa, è stata seguita da un’azione a Trafalgar Square, dove Boris Johnson ospitava un festival per festeggiare Maslenitsa (l’equivalente russo del Martedì grasso). Uno striscione con le scritte: “No alle invasioni! Basta con le repressioni!” era appeso  a un  balcone della piazza.

Gli organizzatori della dimostrazione avevano come obiettivo gli sponsor di aziende russe dell’evento – come li chiamano –la compagnia petrolifera Rosfnet, la maggiore responsabile dell’inquinamento, l’Aeroflot distruttrice di sindacati,   i media russi di stato che vendono odio, e la  Kazmunaigaz, [Compagnia nazionale Kazaka del petrolio e del gas, n.d.t],  responsabile del massacro dei lavoratori petroliferi  Kazachi”.

Commenti

Contro che cosa Putin sta dirigendo questa guerra? La storia raccontata nei media occidentali è che cerca di indebolire il nuovo governo ucraino – nazionalista e di destra, con un primo ministro, economista neoliberale e i dicasteri affidati soprattutto a membri della Baktivshchina (il partito liberale di destra di Yulia Timoshenko) e i populisti nazionalisti radicali del partito Svoboda.

Non penso che questa coalizione  messa insieme durante la crisi seguita alla fuga di Yanukovich, sia il suo obiettivo principale. Invece è il movimento di massa che ha accompagnato le proteste di Piazza Maidan, che ha spinto all’azione politica e sociale gli Ucraini comuni a un livello che non aveva precedenti fin dalla  divisione  dell’Unione Sovietica. Putin teme soprattutto il diffondersi della protesta, e la partecipazione popolare, anche  in Russia.

In un precedente articolo avevo scritto che “l’appoggio russo al separatismo nell’Ucraina orientale, o anche, in extremis, una guerra civile”, non erano le prospettive più probabili. Mi sbagliavo. E ora, sebbene l’azione militare oltre la Crimea è improbabile – o forse intendo dire “impensabile” perché le conseguenze sarebbero disastrose – si deve riconoscere che l’operazione di Putin in Crimea poteva andare fuori controllo.

Sono d’accordo con la dichiarazione della Sinistra Aperta, in Russia, che l’operazione in Crimea non può risolvere i problemi fondamentali di Putin. Il suo regime non è costruito su fondamenta solide. La Russia sta scivolando di nuovo nella recessione, la sua economia è in grado soltanto di mantenere  la  sua posizione,  soltanto grazie ai prezzi alti del petrolio sul mercato internazionale.

Ieri, durante una discussione sull’Ucraina, con delle persone della sinistra britannica, è stata  espressa l’opinione che  “l’antifascismo”, inteso come opposizione al nuovo governo dell’Ucraina, è la priorità, e che non sarebbe una ‘brutta  cosa’ se il regime di Putin mettesse le armi in mano della “milizia antifascista”.

Ma non c’è una “milizia antifascista”. La sinistra europea non dovrebbe usare questa crisi per indulgere alle sue personali fantasie. Certo, in Europa dovremmo fare tutto quello che possiamo per aiutare i socialisti ucraini e le organizzazioni sindacali che sono  sotto attacco dei nazionalisti di destra e dei fascisti, come ho sostenuto in un precedente articolo. Ma non c’è dubbio da dove stia arrivando la minaccia più grande per la solidarietà della classe operaia, per i movimenti sociali e per i tentativi della gente in Ucraina e in Russia di dare forma al proprio futuro….arriva dal militarismo di Putin.

Appoggiamo il movimento contro la guerra e la classe operaia indipendente e i movimenti sociali in Ucraina e in Russia comunque possiamo.  GL.

*http://www.criticatac.ro/lefteast/crimea-not-ours-or-yours/

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

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