8 MARZO A LIVORNO

L’8 MARZO, giornata internazionale della donna, si manifesta in tutta Europa a sostegno della lotta delle donne spagnole contro la prospettiva di un ritorno all’aborto clandestino e per la maternità come libera scelta.

Il governo di destra spagnolo sta infatti portando avanti un testo di legge, frutto di accordi con il Vaticano, che attacca pesantemente il diritto di aborto. Anche in caso di gravidanza derivata da stupro, la donna potrà abortire solo se una commissione di esperti valuterà che la violenza subita ha determinato danni psicologici di rilevante entità. Inoltre, la presenza di malformazioni anche gravissime o malattie del feto, non saranno più motivazioni sufficienti per interrompere la gravidanza.. Una maternità imposta da esperti quindi, anche in caso di stupro o malformazioni del feto.

In Italia la situazione presenta alcuni aspetti altrettanto inquietanti.

L’interruzione volontaria di gravidanza nelle strutture pubbliche si trova ad essere contrastata da mille ostacoli: diffusione di obiezione di coscienza tra medici e operatori sanitari (70% dato nazionale, solo 5 medici abortisti a Livorno),  presenza nei consultori  di volontari antiabortisti con conseguente trasformazione di queste strutture in centri di dissuasione dall’aborto, ostacoli all’aborto farmacologico (contrasto alla diffusione della RU486, imposizione della degenza di tre giorni). Queste difficoltà di carattere pratico sono la conseguenza di una costante campagna di attacco generale alla autodeterminazione della donna e in particolare alla sua salute.

Settori clericali e fascisti vogliono smantellare diritti conquistati con lunghi anni di lotte sostenute da larghissimi settori sociali e riportarci all’aborto clandestino. I sedicenti difensori della vita sostengono ossessivamente il primato dell’embrione per riaffermare la subalternità della donna, la maternità come imposizione, il dominio sul corpo femminile, la cultura del dolore, del peccato, della colpevolizzazione,  il  modello della famiglia patriarcale, i ruoli definiti secondo una precisa  gerarchia sessuale, omofoba ed eterosessista, la soppressione della libertà, l’ordine sociale. La sinistra istituzionale, ossessionata dalla ricerca del consenso dei cattolici, non dà risposte efficaci a questa offensiva.

Dobbiamo ostacolare questi tentativi di riportare le donne a un ruolo di subalternità.

Affermiamo e pratichiamo il diritto all’autodeterminazione. La maternità e l’aborto necessitano di adeguata assistenza sanitaria, non di interventi morali ed etici da parte di presunti supervisori spirituali.

 

Perchè a decidere sul proprio corpo siano le donne, in Spagna come in Italia come ovunque! 

MIO IL CORPO  MIA LA SCELTA

 

tre giorni di iniziative a Livorno

Giovedì 6 marzo –  Teatro Officina Refugio (scali del Refugio)

ore 19  dibattito –  ore 20 apericena –  ore 21  spettacolo teatrale “Siamo tutte principesse”

Venerdi 7 marzo –  Ospedale ore 11-14  volantinaggio e diffusione di materiale

Sabato  8 marzo –  Piazza Cavour  dalle 16.30  presidio di solidarietà presso il Consolato spagnolo

 

no

Potrebbe piacerti anche Altri di autore