INCONTRO ECOSOCIALISTA EUROPEO

Un successo.

Abbiamo avuto un colloquio con Juan Tortosa, uno degli organizzatori delle prima riunione degli ecosocialisti europei, che si è tenute a Ginevra, dal 24 al 26 gennaio, su iniziativa del gruppo ecosocialiste di solidaritéS.

La natura del sistema capitalista lo spinge lo stesso sistema a andare a  testa bassa contro il muro: crisi sociale, riscaldamento climatico, esaurimento delle risorse naturali, ecc. la sua logica d’espansione senza fine per il profitto di solo alcuni è inseparabile dal produttivismo e dal consumismo che rovinano l’essere umano e la natura.  Le risposte che porta il capitalismo alla sua crisi – sfruttamento aumentato del lavoratore dipendente e distruzione delle conquiste sociali ottenute nei decenni del dopo-guerra, la produzione di nuovi idrocarburi (gas di scisto), estensione indefinita del nucleare, commercializzazione del carbonio e della natura, ecc. – evidenziano l’urgenza ecologica e sociale con la quale l’umanità deve confrontata. Inoltre le politiche dei partiti socialisti e verdi non offrono alcun’alternativa a questa capitolazione ; peggio ancora, mostrano una sensazione di impotenza pericolosa.

È per questo che, il movimento ecologico e sociale antisistema  ha bisogno di coordinarsi per avere la notizia di esperienze in corso, proporre campagne comuni e sviluppare un insieme di rivendicazioni di lotta. Ha bisogno di fare vivere il dibattito attorno all’orizzonte d’emancipazione umana di cui discutono oggi collegandoli col ecosocialismo, con l’ecologia sociale e libertaria, con l’ecofemminismo, con la decrescita, ecc.

La dimensione internazionale di questo lotta è ovvia, è per questo che la sera d’apertura è stata data la parola a Mari Carmen Garcia Bueno, membro della direzione internazionale di Via Campesina, sulle lotte delle donne per la difesa della terra; a Daniel Tanuro, sulle sfide del riscaldamento climatico; ed a Michael Lowy su ciò che il Sud può insegnarci. Abbiamo sottolineato anche che non ci sono progetti ecosocialisti senza una forte dimensione femminista, facendo cosìcominciare la riunione in seduta plenaria con la splendida relazione di Yayo Herrero su ciò che può portare il femminismo all’ecologia e ciò che può portare l’ecologia al femminismo. La serata di solidarietà con le lotte degli operai agricoli di Andalusia – per il diritto alla terra e contro la repressione – ci ha anche dato la possibilità di parlare con il sindaco del villaggio di Marinaleda, Juan Manuel Sanchez Gordillo

Chi ha partecipato a questo primo appuntamento ecosocialista europeo?

Abbiamo voluto affermare la dimensione anticapitalista di questa riunione aprendo ad altri settori. Ciò implicava lasciare spazio ai movimenti sociali per evocare le loro esperienze. L’uguaglianza, il rispetto reciproco e la preservazione dell’autonomia di ciascuno sono elementi positivi del bilancio, come la partecipazione di protagonisti-e di varie generazioni.

Abbiamo raccolto più di 200 attivisti della Svizzera, della Francia (in particolare della regione frontaliera), del Belgio, dello Stato spagnolo, del Portogallo, della Grecia, dell’Austria, della Norvegia, della Repubblica ceca, ecc. Sul piano sindacale, dei militante·e·s di Uniterre, della confederazione contadina, del SAT/SOC di Andalusia, ma anche di ELA de Heuskal Herria, di interdipendenti e del FSU (Francia), del SSP (Svizzera). Numerose associazioni, di cui Alternatiba, la CADTM (Comitato per l’annullamento per il debito del terzo mondo), il mercato mondiale delle donne, Ecologistas in Acción, ATTAC, il coordinamento clima e giustizia sociale, la rete degli obiettori di crescita, la piattaforma per un’agricoltura sostenibile e diverse cooperative, senza dimenticare rappresentanti della rete ecosocialista internazionale e diversi movimenti (contro la privatizzazione dell’acqua, contro il gas di scisto, per l’economia sociale ed interdipendente, ecc.). Sul campo politico, si notava la presenza di SolidaritéS (Svizzera); del NPA, globali, di Alternative libertarie, del Partito di sinistra (Francia); del “Bloco” (Portogallo); della sinistra di Syriza (Grecia); della LCR (Belgio); d’Izquierda Unida, d’Izquierda Anticapitalista (Stato spagnolo) e del CUP (Catalogna)

Quale seguito intendete dare a questa prima riunione?

Raccogliere diverse espressioni politiche e sociali radicali attorno ad un progetto comune ricercando convergenze. Vogliamo collaborare con altre iniziative pur conservando la nostra autonomia e la nostra volontà di tessere legami tra movimenti sociali e politici in una prospettiva anticapitalista. L’esempio di una recente rete europea più istituzionale, iniziata dal partito di sinistra (Francia), nel quadro del partito della sinistra europea e delle future elezioni europee.  Dobbiamo cercare ancora di  dialogorare con tutti e  con piena indipendenza.

Abbiamo fatto un primo passo importante. Eravamo coscienti dei limiti di ciò che potevamo fare in due giorni. La necessità di approfondire i temi evidenziati è ovvia. Come base di lavoro, le conclusioni dei seminari saranno pubblicate non appena possibile sul sito alterecosoc.org.

L’ultima seduta plenaria ha proposto di sostenere una seconda riunione, l’anno prossimo, nella penisola iberica. Il luogo e la data rimangono da determinare da parte dei suoi organizzatori con i partner della regione. Ecologistas in Acción sarà la punta di diamante di quest’iniziativa, con il sostegno del gruppo di Ginevra. Nel frattempo, manterremo il contatto tra noi grazie ad un bollettino d’informazione ed una lista di discussione su Internet, in particolare per prevedere una partecipazione comune alle campagne contro il cambiamento climatico (COP21 a Parigi), contro il gas di scisto, il libero commercio tra l’UE e gli USA, ecc.

TRATTO DA http://www.solidarites.ch/

tradotto da fj per rproject

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