TRAMVIERI IN CORTEO ANCHE A LIVORNO

Lo sciopero dei mezzi pubblici svoltosi oggi a Livorno ha visto i lavoratori della CCT (Compagnia Toscana Trasporti) , dopo un’assemblea tenuta nei capannoni della società, decidere di  andare in corteo sotto le finestre del Comune.

Una ottantina di lavoratori hanno quindi scelto, in maniere autonoma , di scendere in piazza evitando di restare rinchiusi tra le mura dei capannoni, per far sentire le loro ragioni.

Netta la sensazione dell’arrabbiatura dei lavoratori che stanno subendo le scelte  liberiste delle Amministrazioni comunali che hanno dato vita alla CCT.

La CCT è nata infatti dalla fusione di una società privata (la Lazzi spa) con  la Atl di Livorno, la Cpt di Pisa, e la Clap  diventando così una società mista pubblico (65%) e privato (35%)

Al momento del passaggio era stato garantito che niente sarebbe cambiato,invece oggi si trovano a subire un ricatto da parte della proprietà che vuole ripianare i vari debiti riducendo lo stipendio ai lavoratori.

Abbiamo sentito alcuni di loro durante il corteo;

F. ci ha parlato della disdetta da parte dell’azienda dei vari integrativi e che questa privatizzazione ha portato ad un’aumento di lavoro riducendo lo stipendio che infatti è stato livellato al salario più basso dei vari soggetti che hanno formato la Compagnia.

Oppure A, che dopo 30 anni di lavoro,si ritrova una decurtazione sullo stipendio di quasi 300 euro.

Anche L.,fra i più attivi del corteo,ci ricorda che al momento della costituzione della CCT il sindaco di Livorno disse chiaramente che questo passaggio sarebbe stato non solo indolore per i lavoratori,ma che ci avrebbero guadagnato.

Purtroppo i fatti indicano tutta un’altra realtà. Come era logico aspettarsi le privatizzazione hanno portato solo una riduzione non solo di salario ma anche di diritti e un peggioramento delle condizioni di lavoro, sanza alcun beneficio per il servizio e i cittadini.

Il corteo una volta giunto in Piazza del Comune ha svolto presidio ed ha attaccato gli striscioni alla scalinata del Comune,quindi si è sciolto dicendo che la lotta è solamente cominciata. Molti lavoratori hanno espresso solidarietà ai lavoratori di Genova e la chiara consapevolezza della necessità di lottare contro gli sprechi e le privatizzazioni dei “beni comuni” di cui il trasporto pubblico fa parte.

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Pubblichiamo  il volantino distribuito da Sinistra anticapitalista  di seguito  un testo di solidarietà firmata dai più importanti comitati e associazioni della città di Genova e il comunicato della Rete 28 aprile opposizione in CGIL. Appena avremo commenti sull’accordo raggiunto. li pubblicheremo in queste pagine.

Il volantino di S.A.

GENOVA CHIAMA LIVORNO DEVE RISPONDERE:

I tranvieri genovesi ci stanno dimostrando che si possono fare anche le lotte vere e non solo gli scioperi inutili!

Alla fine i nodi vengono al pettine. Era logico che l’operazione della CCT che ricordiamo è una società partecipata dalle ex compagnie locali di trasporto di Livorno, Pisa e Lucca insieme a delle società private comportasse una riduzione dei diritti dei lavoratori. Come in tutte le privatizzazioni a rimetterci sono in primis i lavoratori privatizzati e poi i cittadini che si vedono togliere servizi e aumentare le spese.

Con la creazione della CTT i lavoratori hanno visto subito ridurre il proprio stipendio e il lavoratori precari il rischio di perdere il lavoro. Certo questo succede quando il servizio pubblico perde il suo valore e diventa merce da dove estrarre valore che invece di essere reinvestito e ridistribuito finisce nelle casse dei privati.

E’ necessario ristabilire che il trasporto pubblico è “un bene comune”, e come tale deve essere trattato. I lavoratori di Genova hanno  lanciato un messaggio di lotta molto concreto che parla all’insieme delle masse popolari colpite dalla crisi e che lancia un forte segnale di solidarietà a tutte le lotte per i beni comuni e in difesa dei diritti del lavoro e contro le privatizazioni. Quando dicano che non ci sono soldi per mantenere società pubbliche mentono. Le risorse ci sono e vanno prese da altre tasche, non quelle dei lavoratori, dei precari, dei pensionati. Basterebbe, per fare un esempio, dirottare i miliardi di finanziamento per le cosiddette “Grandi opere” devastanti quali il TAV in Val Susa, il Terzo valico verso invece utili e vere grandi opere, come un vasto piano di sostegno alla mobilità collettiva nelle grandi città.

 La lotta dei tranvieri genovesi , come quella contro il TAV o per il diritto alla casa, indicano che le lotte posso moltiplicarsi. Dobbiamo lavorare per l’unità dei vari movimenti che già si manifestano o che possono manifestarsi e costruirsi; i nemici sono gli stessi, governo e padroni per usare un’espressione desueta, ma non per questo meno reale. Servono obbiettivi e piattaforme comuni, per tornare protagonisti rifuggendo dall’individualismo; occorre contrastare la demoralizzazione di coloro che invocano genericamente forche o galera per tutti, finendo di non riconoscere i comuni interessi che hanno con la persona che sta dall’altra parte della strada, che ha un altro tipo di lavoro, ma che soffre come lui

Come Sinistra Anticapitalista sosteniamo e partecipiamo alla lotta dei lavoratori AMT, ASTER e AMIU che sono scesi in sciopero a Genova e anche qui a Livorno siamo insieme ai lavoratori CTT.

Sinistra Anticapitalista si riunisce i mercoledi’ alle 21 in via verdi 151 c.p via verdi 151 livorno.

Il comunicato delle associazioni:

GRAZIE

 Ieri, dopo quattro giorni di sciopero totale e di manifestazioni ininterrotte, i lavoratori dell’AMT, pur  desiderosi di continuare la lotta, hanno dovuto accettare l’accordo  raggiunto nella notte tra  Azienda e rappresentanze sindacali, ma sostanzialmente imposto da Comune e Regione, sostenuti dal Prefetto.

La città ha solidarizzato silenziosamente, le altre aziende (AMIU, ASTER) hanno contribuito alla lotta in posizione un po’ defilata, a livello nazionale non si è verificata una concreta solidarietà da parte delle organizzazioni sindacali maggiori, né sul piano della mobilitazione, né su quello della proposta.

In definitiva tutto il peso, anche in termini economici e legali, è ricaduto sui duemila dipendenti di AMT e sulle loro famiglie. Nonostante questo, una larga parte dei lavoratori, chi dice addirittura una maggioranza, ha espresso con forza la volontà di continuare lo sciopero.

Sbaglia chi, con finta generosità, ha concesso a questi uomini e a queste donne di aver lottato legittimamente per i propri diritti, ma di essersi messi in contrasto con i diritti degli utenti.

Non è vero. Essi lottando per i propri diritti hanno lottato per i diritti di tutti.

Diritti calpestati dalle istituzioni che dovrebbero difenderli, istituzioni tutte schierate invece a protezione degli interessi propri e dei mercati finanziari, dalla Commissione europea fino all’amministrazione comunale.

I “duemila dell’AMT” sono stati per cinque giorni il presidio dell’interesse collettivo, dei diritti, della dignità di un intero popolo, ergendosi come giganti davanti alla meschinità di burocrati e politicanti. Nominati o eletti.

Questa non è una conclusione, è solo una pausa.

Negli strati profondi della società si stanno accumulando le energie necessarie a far nascere il mondo nuovo in gestazione. Nel coraggio, nella passione civile, nell’intelligenza dei lavoratori dell’AMT abbiamo visto un frammento di futuro.

Ai duemila dell’AMT, agli eroi di queste gloriose giornate, va tutta la nostra riconoscenza, e, ci auguriamo, anche quella di un popolo ancora dormiente, ma che comincia a dare qualche segno di risveglio.

Genova, 25 novembre 2013

 

Comitato Genovese Acqua Bene Comune                                                                                 

Amici del Parco di Villa Rosazza

Comitato Genovese Gestione Corretta Rifiuti                                                                                           

La  Voce di S. Teodoro

Salviamo il Paesaggio – Genova                                                                                                

Confederazione Unitaria di Base

Attac Genova                                                                                      

Movimento No Tav Terzo Valico Valpolcevera e Valverde

Comitato Genovese per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale                                                        

Medici per l’Ambiente

Coordinamento Comitati No Gronda                                                                                                        

Associazione Biologgia

Legambiente Liguria                                                                                                                                  

Confederazione Cobas

Medicina Democratica                                                                                                                          

Rete Radié Resch Genova

Comitato Acquasola                                                                                                     

Giuristi Democratici – Sezione Genovese

Circolo Genovese Movimento Decrescita Felice                                                                    

Comunità di S. Benedetto al Porto

Movimento Difesa del Cittadino – Genova                       

Asci -Liguria (Associazione di solidarietà per la campagna italiana)

Comitato per la pace Rachel Corrie.

 

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Il comunicato della Rete 28 Aprile

CON LA LOTTA DEI LAVORATORI AMT E DELLE ALTRE AZIENDE COMUNALI

La “Rete 28 Aprile – Opposizione CGIL” sostiene pienamente e partecipa alla lotta dei lavoratori e delle lavoratrici di AMT e delle altre aziende che fanno capo al Comune di Genova, da AMIU ad ASTER, a Bagni Marina e Farmacie Genovesi, tutte quelle che, secondo il progetto di Delibera della Giunta comunale, dovrebbero essere privatizzate, del tutto o in parte.
Un progetto che indica una prospettiva di svendita di quel che rimane dei servizi pubblici, di beni comuni strategici che hanno un valore fondamentale per la popolazione di questa città, dal sistema di trasporto pubblico alla gestione del ciclo dei rifiuti, alla manutenzione delle strade, del verde pubblico, dell’illuminazione pubblica, ecc.
Si tratta quindi di una lotta che, insieme alle condizioni di lavoro e di salario, difende le condizioni per garantire una migliore vivibilità di tutta la cittadinanza. Come giustamente è stato scritto in uno striscione fuori da una delle rimesse AMT, “Stiamo lottando anche per voi”.

I lavoratori AMT sono oggi al terzo giorno consecutivo di sciopero totale. E’ una scelta importante e coraggiosa, perché hanno saputo osare, sfidando la legge antisciopero e la precettazione ordinata dal Prefetto. Per questo devono avere ancor di più il sostegno di tutti i lavoratori.
Occorre lavorare a mantenere un fronte unitario di lotta dei lavoratori di tutte le aziende partecipate contro le privatizzazioni. E quindi è ulteriormente importante che oggi anche i lavoratori ASTER siano scesi in sciopero, allargando la mobilitazione.
Così come è importante il sostegno di comitati, associazioni e movimenti cittadini che si raccolgono intorno al Forum dei Beni Comuni.

Non ci vengano a dire che non ci sono risorse. Le risorse per mantenere e migliorare il trasporto pubblico collettivo nelle grandi città vanno prese laddove ci sono. Per esempio, spostando i miliardi di finanziamento dalle Grandi Opere devastanti, come il TAV, a un piano generale di investimenti nel trasporto pubblico locale.

Giustamente, quasi la metà dei lavoratori AMT hanno recentemente votato contro l’accordo sindacale del maggio scorso, approvato con una risicata maggioranza del 53%, con cui si definivano ulteriori sacrifici economici e normativi per i lavoratori, e per di più con la certezza che non sarebbero stati certo sufficienti a consolidare una “messa in sicurezza” dell’azienda, in cambio di vaghe promesse, oggi pienamente smentite dal sindaco Marco Doria.
Ma oggi, anche al di là di vicende passate, è necessario saper mantenere nella vertenza la barra dritta, attraverso una lotta sindacale unitaria dal basso.

Non è più possibile che paghino i cittadini con il peggioramento del servizio, i tagli alle linee, l’aumento del biglietto e degli abbonamenti e i lavoratori AMT con la perdita di diritti e di salario.

NO ALLE PRIVATIZZAZIONI
SI’ ALLA DIFESA E ALLO SVILUPPO DEI BENI COMUNI
AVANTI CON LA LOTTA SINDACALE UNITARIA DAL BASSO

“Rete 28 Aprile – Opposizione CGIL” nella CGIL / Genova

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